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Il nero riarso delle sterpi
restituisce l’odore buono della fanciullezza,
e di un vecchio scolpito nella carne,
statua senza piedistallo,
che nel “luogo” batteva e separava.

L’energia sospesa del calore
vibra d’essenza universale,
dell’imperfetto tremolio del movimento;
se tendi la carne puoi ascoltare
la linfa che scorre sotto i piedi,
l’eco del principio.

Qui tutto è altrove:
il clamore delle rivoluzioni,
gli orrori delle democrazie,
la vanità delle ideologie
e la sensazione imminente della fine.

Il sentiero nasce sotto i passi,
disegno originale del destino,
taglia la pianura,
spezza l’orizzonte,
e paziente si restituisce alla vegetazione.

Il sudore fugge dalla carne,
reclama il mio liquido umorale
quest’arido suolo generoso;
la goccia esplode nella polvere,
umida corona.

Qui tutto è altrove:
il passo innaturale del soldato,
il sentore stantio del sacerdote,
l’indice artritico del giudice
e la sensazione imminente della fine.

Se tendi la carne puoi ascoltare
l’eco del principio.

mamma
 
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