Cani Piccoli

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Forse è perché guardo le bocche
e la lingua che si agita tra i denti,
che parla senza dire,
e gli occhi troppo mobili,
che guardano e non vedono,
o le mani troppe dita,
che prendono e non toccano.
Leggo l'inquietudine e il terrore che cada,
e mai non sia,
la torre merlata del profondo.
Con l'intelligenza puoi giocare
ma è una spirale che non torna.
Il gesto innaturale degli addii
ci fa adulti finalmente uomini,
non importa se imprecisi e minimi,
non è prevista in questo la paura.
Così aspetti la prossima stazione,
erano tante adesso sono rare,
senza sale d'aspetto e viaggiatori.
Ti travesti da scena,
ripassi la tua parte,
e agli amici, quelli seduti in prima fila,
dedichi il tuo nuovo colpo di teatro.
Quante indulgenze hai da spendere,
quante ne hai acquistate,
nella mutevole schiera dei protagonisti,
dei primi attori che si contendono la fama
della gloria che vive il battito di un'ala?
E voi venite a raccontarmi del dolore
forse per imparare a spenderlo alla meglio,
per ispirarvi ad una nuova rappresentazione.
In fondo è l'egoismo che ci muove,
l'essere insufficienti ai propri piedi
è una condanna senz'appello che ci umilia.
Per questo ci spandiamo a macchia d'olio,
a macchia d'olio ungiamo,
per parlare con le bocche d'altri,
per sentire con i corpi d'altri,
pronti a ritirarci all'occorrenza
in una solitudine lurida e vigliacca.
C'è poco posto, quasi niente,
per gli affetti che non si sciolgono nel vino,
gli amori poi si stivano a quintali
nel ripostiglio delle cose inutili.
io adesso sono un cane che attraversa l'autostrada,
che annusa il vento ed i cattivi odori,
Per questo preparo da tanto la mia fuga,
occorre forza per limare queste sbarre.
Le stelle, il cielo, il tempo,
se ne fregano di noi,
vi piaccia o non vi piaccia amici miei
siamo tutti cani piccoli

 

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