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5 Ottobre 2011

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Sai Bernardo

ci sono modi per riannodareriallacciareriunirerinverdirerinfrescare rapporti, a volte è sufficiente una pietra in uno stagno immobile.

E’ che il tempo incomincia conti che partono non so da dove ma arrivano sempre allo stesso dove.

Sono contento d’aver amato e goduto d’ogni cosa da amare e godibile, che molti miei giorni abbiano avuto il ritmo d’un verso e tante notti i colori della tragedia.

Sono contento anche che il mio dolore abbia il suono della poesia, angina pectoris, e non un arido e freddo nome scientifico.

E’ per questo che non rinuncio, ora più che mai, al minimo accenno di uno sgorgante piacere. E tu sei un piacere per la mia mente e per il mio corpo. Spero tu abbia fianchi contadini e pazienze orientali per sostenere questa discesa all’ade.

Ma soprattutto una lingua che non sappia d’inchiostro di stampa ma di odio, d’amore, disgusto e di nausee e di attese e di incontri e di buone novelle.

Masturbami ti prego una sinapsi, una qualsiasi delle poche che sono ancora in vita.

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