Marionetta

Marionetta (21)

Domenica, 29 Giugno 2014 00:00

Vienimi a trovare

Scritto da

Vienimi a trovare questa notte,
potremo sederci intorno al fuoco,
ridere d'un girotondo di folletti rossopallidi,
che hanno dimenticato o mai saputo il loro nome.
Vienimi a trovare questa notte,
parleremo degli amici da grandi magazzini,
mani sulle spalle e sorrisi legati ad un filo
per riprenderli in fretta e all'occorrenza.
Vienimi a trovare questa notte,
potremo parlare delle belle donne,
con occhi di vetro e guance improbabili,
vestite con gusci di lumaca
e con spessi occhiali cerchiati sul cuore.
Vienimi a trovare questa notte,
potresti disegnarmi nell'aria i tuoi nuovi orizzonti,
fermare le tue mani sui miei occhi
e ridarmi ancora la vita.
Vienimi a trovare questa notte.

Domenica, 29 Giugno 2014 00:00

Urinerò

Scritto da

Per una volta
urinerò in tutte le chiese
perché nasca un filo d’erba
e per una volta almeno
la morte impallidisca.

Domenica, 29 Giugno 2014 00:00

Uragano

Scritto da

Uragano rosa pastello,
cocciuta come un pendolo
irrazionale come un acquazzone,
dolce come una mela verde,
temeraria come un aliante.
Fai le scale a quattro,
io arranco alla balaustra;
detesti l'ultimo rimorso
come l'avevi desiderato.
Ma guarda i miei capelli lunghi
e le notti d'alcol sotto gli occhi;
percorro traiettorie circolari
c'è sempre una curva davanti,
il tempo è un'onda lunghissima,
lenta mi solleva
lenta mi affonda,
lasciandomi sempre
dove ricordo.
Non sono chi ha fermato i carri armati,
ma neppure il tuo ultimo incidente
se per il caldo tempo di una bottiglia
abbiamo respirato un fuoco uguale.
Hai la forza universale dell'incendio,
le parole tentacolari delle alluvioni,
colora i muri grigiorosa di questa città,
lotta ad alta voce nelle botteghe oscure,
i rimpianti seminano speranze,
raccoglile;
sai dove abitano il mio cuore e i miei pensieri,
e anche se le mie scale sono più dure delle tue,
incartami il tuo prossimo sorriso
e vieni di nuovo a regalarmelo.

 

Domenica, 29 Giugno 2014 00:00

Rondine

Scritto da

E questa rondine vola ancora,
incessante graffia il cielo
invasata dal verme delle greggi.
Bevo caffè senza zucchero
strisciando sulle maree dell'umore,
biascico assicurazioni di speranza
pagandole con premi smisurati.
Abbasso gli occhi agli occhi delle donne
per non trovarci un'espressione vista,
uso abilmente parole ambigue
per rinnovare le danze dell'amore
senza sentirne più le armonie.
E tu ragazza dai capelli corti,
che somigli a un viaggio in terre lontane,
che mi ricordi un fuoco non ancora spento,
anche tu ti poggi appena sul cuore,
attraversi in fretta la mia notte;
pensiero liquido come la nostalgia
destini che s'incontrano per deviare ,
continuare insieme o allontanarsi per sempre,
anche tu hai dato un colpo di colore
sulla tela della mia storia
lasciandomi appena un po diverso.
Eppure vola ancora questa rondine,
graffiando disperata un cielo sempre più basso,
e vola verso le lacrime non ancora piante,
cercando le ultime parole non ancora dette,
con la paura di chi conosce il dolore
e con l'incoscienza di chi lo ama.

 

Domenica, 29 Giugno 2014 00:00

Ripetizioni

Scritto da

Pace! Pace! Pace! Pace!
Fermatemi quest'anima
tesa come una fucilazione
e questo cervello che liquefa
ricordando senza sosta.
E' un'onda che consuma la battigia,
un cuore che pulsa ti batte nella mente
eguale a se stesso eguale a tutto il resto.
La verità può essere anche triste,
che colpa ha chi ha inventato l'orologio?
Forse che il tempo si sarebbe mai fermato?
Ci salva d'un Sisifo la folle noncuranza,
la tentazione di un viaggio per Pangea,
o più semplicemente il non morire in fretta.
Ma poi incontri gli amici ai funerali,
così uguali agli altri con facce da parenti,
e incontri te dove non avresti mai voluto.
Così la noia ricama le serate estive,
fa cornici intorno agli occhi delle donne,
inspessisce e ammorba le compagnie di sempre,
cristallizza il tempo intorno ad un'inutile esistenza.
Ah quest'intelligenza fatta a coda di scorpione,
è una rivoltella puntata giusto nella tempia,
è del potere l'inconsapevole condanna,
d'un potere che s'alimenta e vive
mangiando il proprio cuore.

Domenica, 29 Giugno 2014 00:00

Quante pistole

Scritto da

Quante pistole hai comprato
per la tua felicità?
Quanti affetti hai ucciso
in questa lurida guerra?
o sei come gli altri,
che muovi le mani troppo in fretta,
dici parole troppo veloci
e troppo belle per essere vere?
Hai arredato la casa con le occasioni perdute,
i fiori della nostalgia li hai messi alle finestre,
e nel salotto un cristo enorme
per odiarlo meglio ed in silenzio.
Tuo figlio è tutto,
tuo marito il resto,
e tu, dimmi, tu disegni ancora burattini?
una canzone si ferma ancora alle tue labbra?
leggi ancora Spoon River?
o hai comprato un bell'abito blu?
perdi ancora il sangue dal naso facendo l'amore?
o hai affittato un museo
dove hai messo i ricordi

e di nascosto
ogni tanto
vai a vederli appassire?

Domenica, 29 Giugno 2014 00:00

Pechino

Scritto da

Settemila piccoli morti
canteranno domani
la loro vittoria,
un altro potere,
domani,
levigherà marmi
per settemila piccoli nomi.
Ma migliaia di piccole mani
non daranno mai
milioni di piccole carezze,
migliaia di piccole bocche
non daranno mai
milioni di piccoli baci,
e migliaia di piccoli sessi
non avranno mai
milioni di piccoli orgasmi.
Un altro potere
incrocerà domani
settemila piccoli allori,
per migliaia di grandi imbecilli
che scrivono la storia.

Domenica, 29 Giugno 2014 00:00

Mio Padre

Scritto da

Il fiume ristagna in anse nuove,
cerca sponde per riposare l’attesa
che l’uomo gli restituisca il letto.
A valle clamore d’un disordine d’acque
a monte silenzio d’acque umiliate.
Un uomo è seduto sull’argine.
Aspetta?
Ricorda?
Sogna?
Riposa?
Lo osservo.
Svanisce in un calare di palpebre.
Riappare lacero d’anni
a restituire ad un cancro
ciò che un duce e la guerra
non avevano avuto.
E l’estate continua.
Mio padre lentamente si spegne
nella luce ferma di Agosto.
Era terra fresca
di sapore umido
e scura di fertilità
mio padre
partiva vestito di blu.
Forse ho pianto,
non ricordo.
Ruppero la cassa,
usanza barbara,
violenza ai timpani
e all’anima.
Lamenti di donne
e il mento di mia madre
un po’ tremante.
Poi parole di gente
appena vista,
poi parole di gente
che non tace.

Così
mentre i morti marciscono
i vivi costruiscono altari.

Domenica, 29 Giugno 2014 00:00

Lilium

Scritto da

Mi sono fermato
davanti al fioraio,
quel lilium rosa
ti avrebbe fatta felice,
e quel bell'orologio
nella vetrina all'angolo
ti sarebbe piaciuto,
come quell'abito lilla
del negozio del corso.
Poi ho pensato che nuda,
non misuri il tuo tempo
e non senti neppure
l'odore dei fiori.

Domenica, 29 Giugno 2014 00:00

L'uccello speranza

Scritto da

L'uccello speranza,
che volava domani,
si è fermato sul mio cuore,
ha chinato la testa ed è morto.
La bambina senipiccoli
fantastica per i miei occhi tristi,
sogna fra le mie braccia
un amore verde smeraldo,
e fra le mie gambe
passioni rosso rubino.
Non vede nelle mie rughe
pensieri nero catrame
e l'uccello speranza
che imputridisce sul cuore.

Domenica, 29 Giugno 2014 00:00

Iena

Scritto da

Ho inseguito la colomba
per farmi insegnare la speranza;
ho radunato milioni di formiche
per farmi spiegare la pazienza;
ho parlato col ragno del soffitto
per capire l'attesa;
poi sono andato dalla iena
perché divorasse la mia carogna.

Domenica, 29 Giugno 2014 00:00

Golfo

Scritto da

E c'è stasera qualcuno che si domanda
con quale luna gli toccherà morire
e osserva preoccupato la marea.
A che serve piangere o pregare,
c'è un Dio anche dall'altra parte.

Sono cresciuto con le lampadine al neon,
in una storia figlia di tante storie,
con la sicurezza presuntuosa d'un dio greco,
spargendo sale, verità e comportamenti.
Ah quant'è poca la pochezza dell'ingegnere,
si riscatti misurando un volo di rondini
il peso d'un sogno o il rumore della fantasia.

E c'è stasera qualcuno che si domanda
con quale luna gli toccherà morire.
Restituitegli vi prego l'odore delle scuderie,
il colore sacro d'un filo d'erba,
il sapore caldo delle ginestre al sole.
Non voglio che questa notte muoia
con la luna nuova.

Ah quant'è poca la pochezza dei generali,
quanto quella dei preti e degli americani,
che contano i giorni come grani d'un rosario,
perché la vita è un intervallo tra la culla e la bara.
Restituitemi vi prego la speranza delle mie utopie;
stasera canterò con il popolo iracheno
e con chi dall'altra parte si domanda
con quale luna stanotte gli toccherà morire
e osserva preoccupato la marea.

Domenica, 29 Giugno 2014 00:00

Finire

Scritto da

Perché deformi il viso
per mostrarmi a pieno
l'ingiuria della morte?
L'inutilità del ricordo?
Per scompormi la memoria?
Per darmi il senso terreno
della concretezza dell'assenza?
della necessità della resurrezione?
Lenta scivola l'immagine,
l'oblio ne confonde i tratti,
ne sedimenta le energie.
Il corpo è già disfatto,
ma le idee, come i pensieri,
hanno ali di pipistrello,
vorticosamente turbinano
nei vuoti del cervello.
Ali uncinate e nere
artigliano i volti nuovi,
spuriano il presente
...e mi ripeto voglio vivere
solo per destinazione,
traccio strade incerte
per incerti passi,
disegno motivi fragili
per fragili necessità,
innalzo bandiere rosse
per guerre inesistenti,
accendo fuochi freddi
d' intelligenze artificiali
senza peso e profondità.
Rantola il desiderio,
la mia carne animale
pulsa per conservazione,
si spegne per denutrizione
la mia volontà anoressica.
Sento il tempo andare
per il solo compimento
si confondono le luci
tra ombre ed altre luci
tra soli e lune eguali.

Distrattamente mi domando
della follia qual'è il confine
e se potrei distendere la mente
tra le sue braccia informi.
Finire finalmente

...ma c'è il rumore del mio cuore.

Domenica, 29 Giugno 2014 00:00

Esca

Scritto da

Esca molliccia,
dattero di carne,
carruba raggrinzita,
ora dormi,
inerme.
Sorrido all'idea
che santi, potenti, eroi,
t'hanno più temuto
di un'orda di nemici
e più venerato
di tutte le fedi.

Domenica, 29 Giugno 2014 00:00

Dove sei

Scritto da

Dove sei amore?
In quale angolo d'infinito
In quale anfratto del cosmo?
In quale piega del tempo?
In quale prigione divina?
Dimmi ti prego
dove sei?
In quale parte della verità?
In quale frazione d'assoluto?
In quale dimensione dell'essere?
Ma lo so non esisti.
Non potresti vedermi così.

Domenica, 29 Giugno 2014 00:00

Carpentras

Scritto da

La sera scende, s'insinua fluida,
Carpentras è così lontana!
Provi a immaginarla dietro un ballon di fundador
ma riesci a vedere solo lo stupro e l'omicidio.
Ciaikovski mi annega di melanconia.
Carpentras è così lontana!
Perché Carpentras?
No, sono solo silvio,
bevo e ascolto musica,
Carpentras è così lontana!
I suoi occhi sono così vicini
come la sua indifferenza,
più vicini anche lo stupro e l'omicidio.
Domani andrò a pescare.
Carpentras è così lontana!
Dove sei Silvia,
parliamo ancora,
fammi capire Carpentras,
è così lontana!
Poi volteggerò dietro il bancone,
guitto da bottega,
scriverò stupende poesie
e mi domanderò ipocrita:
è lontana Carpentras?
o ne sto fuggendo da sempre?
Borges è stato a Carpentras?
come ne è uscito?
e Hikmet? Wilkock? Eluard?
e tu?
E scriverò inutili poesie
sui tuoi occhi e sul mio dolore,
perché Carpentras è così lontana!
Carpentras è così lontana!
Carpentras è così lontana!

 

Domenica, 29 Giugno 2014 00:00

Cani Piccoli

Scritto da

Forse è perché guardo le bocche
e la lingua che si agita tra i denti,
che parla senza dire,
e gli occhi troppo mobili,
che guardano e non vedono,
o le mani troppe dita,
che prendono e non toccano.
Leggo l'inquietudine e il terrore che cada,
e mai non sia,
la torre merlata del profondo.
Con l'intelligenza puoi giocare
ma è una spirale che non torna.
Il gesto innaturale degli addii
ci fa adulti finalmente uomini,
non importa se imprecisi e minimi,
non è prevista in questo la paura.
Così aspetti la prossima stazione,
erano tante adesso sono rare,
senza sale d'aspetto e viaggiatori.
Ti travesti da scena,
ripassi la tua parte,
e agli amici, quelli seduti in prima fila,
dedichi il tuo nuovo colpo di teatro.
Quante indulgenze hai da spendere,
quante ne hai acquistate,
nella mutevole schiera dei protagonisti,
dei primi attori che si contendono la fama
della gloria che vive il battito di un'ala?
E voi venite a raccontarmi del dolore
forse per imparare a spenderlo alla meglio,
per ispirarvi ad una nuova rappresentazione.
In fondo è l'egoismo che ci muove,
l'essere insufficienti ai propri piedi
è una condanna senz'appello che ci umilia.
Per questo ci spandiamo a macchia d'olio,
a macchia d'olio ungiamo,
per parlare con le bocche d'altri,
per sentire con i corpi d'altri,
pronti a ritirarci all'occorrenza
in una solitudine lurida e vigliacca.
C'è poco posto, quasi niente,
per gli affetti che non si sciolgono nel vino,
gli amori poi si stivano a quintali
nel ripostiglio delle cose inutili.
io adesso sono un cane che attraversa l'autostrada,
che annusa il vento ed i cattivi odori,
Per questo preparo da tanto la mia fuga,
occorre forza per limare queste sbarre.
Le stelle, il cielo, il tempo,
se ne fregano di noi,
vi piaccia o non vi piaccia amici miei
siamo tutti cani piccoli

 

Domenica, 29 Giugno 2014 00:00

Bucarest

Scritto da

Saresti stato un'architetto,
un portiere di notte,
avresti venduto gelati
nel parco di Bucarest,
infermiere medico o tabaccaio,
impiegato alle poste.
Avresti accresciuto il gregge dei vivi
invece che quello dei morti,
ma anche nei tuoi occhi
sarebbe entrato un tramonto,
si sarebbe fermato un sorriso,
si sarebbe impigliato un amore.
Avresti abitato una casa
in una via di Timisoara
che avrebbe conservato a lungo
le tue impronte e i tuoi odori;
avresti intrecciato e sciolto legami
lasciato ricordi e forse rimpianti,
e sei solo una foto su un giornale
perché qualcuno urli libertà.

Domenica, 29 Giugno 2014 00:00

Arieti

Scritto da

...e siamo pronti arieti testardi
muli con amori per paraocchi
a chiedere rivincite improbabili
a giocare nuove lotterie
ma quali tramonti dobbiamo ancora vedere
quali altre notti uccidere velocemente
perché venga l'alba e il giorno ancora
a quali scampoli di tempo chiedere pietà
a quali ottime ragioni legare il carro del cervello
perché costringiamo la bocca ad un sorriso
e il cuore prende forma di speranza
ora che sentiamo quasi percettibilmente
delle molecole il lento decomporsi
forse per il gelsomino fuori la terrazza
o per qualche amica in sopra numero
ma che rimane del mondo in te
e di te nel mondo che cosa ti interessa
se finite insieme che cosa cambia mai
eppure stai qui a scrivere lo stesso
ti fermi ogni tanto guardi le parole
e le stritoleresti tutte in un mortaio
insieme ai sentimenti e alle mali nconie
alle pro messe fatte e ricevute
alle notti bi anche e ai giorni sc uri
al tuo nome e a questa stupida disper azione
ma a chiudere il libro non ci riesci proprio
non riesci a decidere neppure il già deciso
e non aspettare più è come morire.

Domenica, 29 Giugno 2014 00:00

Album

Scritto da

Di che colore sono le tue lacrime?
Quanto velenoso il silenzio del tuo essere?
Non per usare un bilancino da farmacia
ma lacrime e silenzi mi schiantano,
mi annullano, mi annebbiano, soffoco!
Vorrei inciampare ancora per il trillo del telefono,
fare le scale fischiettando,
pochi pensieri a occupare il tempo del cerchio del sole.
Entro nei giorni come in gelatina
che solo di notte si dissolve appena,
con i piedi così distanti dalla testa
e le cose così estranee all'interesse.
Vorrei soffrire per i cinesi
ma settemila non ne valgono una,
dichiarare ancora guerra all'ingiustizia,
ma le aquile non si posano sulle tombe,
non spiccano voli dai cimiteri.
Rotolo il mio cervello nei vicoli della notte,
come una lattina colma di biglie di vetro,
stordisce il frastuono sul selciato ineguale.
Cammino sui binari di un solo pensiero
la sua lacerante insostenibile assenza;
è un iceberg fra cubetti di ghiaccio,
un oceano fra pozzanghere d'acqua piovana,
un cielo fra soffitti neri di muffa
Non è un ricordo che alimento e coltivo,
sotto quella stupida tragica lastra di marmo,
ma il metro, la misura delle cose,
l'esatta valenza degli accadimenti,
la cartina al tornasole delle mie capacità,
le favole sognate dall'eterno bambino,
la soddisfazione della completezza dell'uomo,
il canto delle parole, l'armonia del silenzio.
Tu almeno viaggi tra le tue poesie,
insegui ad alta voce tempi migliori,
spingi frammenti di speranza fino a dopodomani,
tra i calcinacci e le rovine dei tuoi errori,
s'erge ancora il totem delle tue fedi,
difendilo a costo di scorticarti l'anima,
verità e menzogna sono solo realtà,
mordi la vita, succhiane gli umori,
spalancale le cosce,
violentala all'orgasmo,
restituisci il tuo involucro vuoto di tutto,
l'unica immortalità è quella della morte.
Non gettare i tuoi occhi nei miei a pescare speranze,
vivo per riempire di vino, di sonno, di fumo,
il posto che ho al posto del cuore,
e l'unico desiderio
è morire la morte di Rimbaud
sputando in faccia agli dei.
Ma qualche volta senza che me ne accorga,
cerca tra le spirali del mio finire,
come in un album di foto sbiadite,
un tempo in cui sorrido con gli occhi,
sovrapponilo al mio presente
e fanne un ricordo.

Domenica, 29 Giugno 2014 00:00

Marionetta

Scritto da

Il viso tagliato dal coltello,
dal coltello il suo sorriso,
in un estremo urlo di libertà
la marionetta recise i fili
e cadde, cosa inutile,
ridicola sul palcoscenico.