Che ci faccio qui

E' un po' di tempo che non mi dico “Ma che ci faccio IO qua”.
Forse da quando mia madre non c'è più o mia figlia, o da quando ho promesso alle acque le mie ceneri.

Questa almeno è una città di pianura e il cuore regge meglio i percorsi.
Ho un vago presentimento di fine, non nel senso della morte, ma di ultimo rifugio di montagna prima di una vetta che non raggiungerò mai.
Questa sera arriva Roberto dall'Italia e “...un vecchio amico, un vecchio incontro sarebbe si una novità”.
Tireremo qualche somma e non ci rifugeremo in ricordi che infine sono gli stessi. Sabino mi scrive spesso, così pure Giovanna e Francesco e qualche volta tu. Penso che tutti sappiano di me anche quello che non ci siamo detto, così io di loro, ed è meraviglioso che le nostre parole siano lo stesso fresche e nuove ogni volta.
Non mi sembra di avere dentro ancora tanti spazi, dovrei spostare o rimuovere armadi e cassettoni, con tutti i miei abiti mentali e le mie mutande metafisiche.
Osservo tra il curioso e il distaccato quello che gli anni hanno fatto e fanno al mio corpo. Rughe visibili, cicatrici, muscoli cadenti e non mi pare di vedere nell'animo gli stessi sfaceli. Poi mi rendo conto che, come il corpo non ha memoria della sua gioventù, cosi pure l'animo dimentica i suoi sogni. Allora mi sembra difficile ricostruire la strada che ho fatto e perché l'ho percorsa, so solo che ho sempre e solo seguito quel filo che mi partiva dal ventre e portava, adesso lo so, esattamente qui.
Non c'è ombra di disperazione né di solitudine, qualche volta un dolore lancinante subito controllato e represso e una leggera curiosità di domani.
Rileggo libri che ho letto per ritrovare antichi piaceri, come Roberto stasera, ascolto da sempre l' Opera 100 di Schubert o la Passione secondo Matteo per rinnovare le stesse sensazioni.
Scrivo sempre le stesse cazzate per rinfrescare la mia vanità.
Sono, a conti fatti, un piccolo borghese snob, un intellettuale fallito con la dolorosa soddisfatta consapevolezza di esserlo.
Il mio unico slancio di vitalità, oramai, è controllare la posta la mattina.