Caro Bernardo
quattro giorni di vuoto!
L’estate mi scorre addosso e annego in quest’ultima carezza.
Non riesco a lavorare, non riesco a fare cose, passo dalla poltrona al letto o da una sedia a un’altra sfiorando abissi di disperazione galleggiando lentamente sull’afa e sul benessere che mi provoca.
Questo tempo che con rapida lentezza erode la mia vita mi ha regalato un’altra estate e ad essa mi consegno, vuoto d’azioni e di pensieri perché totale sia l’abbandono.
Nulla disturba o modifica quest’assenza di me, questa lontananza da me.
O quasi.
L’ultima sua immagine provoca in me una leggera nostalgia del tempo quando anche le mie forme era bello mostrarle e guardarle attraverso i miei occhi o quelli di una donna. Quando sapevo di dare e ricevere bellezza nei momenti in cui la vita canta sé stessa.
Era il mio tempo come questo è il suo.
Ma il desiderio di scopare non ha tempo e il mio pene ha preteso urlando una lentissima dolcissima masturbazione che mi ha svuotato fin nel profondo.
Un filo di nostalgia, forse, ma è così bello vederla fiera delle sue proporzioni perfette, orgogliosa di regalarsi e regalare la nudità del suo corpo che nessuna invidia è sorta in me.
Le mie forme cadenti tacciono ma i miei sensi vivi godono e rinvigoriscono a quel suo dono di vita e gliene sono grato.
Un lieve sorriso increspa tremolanti onde di calore, l’estate accarezza e consola queste carni antiche e gliene sono grato.