Mi riconosceranno?

Se indosso altri panni qualcuno mi riconoscerà?
Mi amerà di più?

Essere me stesso è così deprimente ai miei occhi!
Sono così miseri i miei abiti, odorano di povertà.
Forse sarebbe bastato guardarmi con gli occhi di chi mi ha amato per vederli rifiorire a splendide forme.
Forse sarebbe bastato non guardare mai nello specchio dell'anima mia ma riflettermi appena in quella degli altri.
Ma sono il centro del mondo e il suo peso mi affranta.
Abiti nuovi, abiti usati, sgargianti o dimessi, da festa o da funerale, quale non ho indossato? Così ho finito per non riconoscermi più e mi ritrovo nudo con le membra cadenti e un ridicolo inutile sesso a ricordarmi la sua e la mia vanità.
E adesso vesto parole con panni sontuosi che come una coda di pavone fanno di me un tacchino.